ADHD

aprile 13, 2015
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ll disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è uno dei disturbi che più frequentemente si riscontra in età evolutiva, la cui sintomatologia prosegue anche in età adolescenziale e adulta.

La caratteristica fondamentale del disturbo è un persistente pattern di disattenzione e/o iperattività-impulsività che interferisce con il funzionamento e lo sviluppo dei bambini.

Dal punto di vista comportamentale la disattenzione si manifesta con difficoltà a seguire le istruzioni, facile distraibilità, frequenti errori nei compiti scolastici, difficoltà nel tenere in ordine i materiali e nel gestire il tempo a disposizione.

L’iperattività si riferisce invece a un’eccessiva attività motoria manifestata in momenti e situazioni non appropriati, a un eccessivo dimenarsi e a una cospicua loquacità. Spesso i bambini iperattivi si agitano sulla sedia, si alzano dal proprio banco, sono irrequieti e incontrano problemi nel giocare tranquillamente.

Per impulsività s’intende invece la presenza di azioni che vengono compiute in maniera affrettata, senza premeditazione e talvolta possono essere pericolose per il bambino o adolescente. Questa impulsività può rispecchiare sia il desiderio di ottenere una ricompensa immediata, sia l’incapacità di ritardare una gratificazione. Tra i comportamenti impulsivi vi sono le continue interruzioni durante le conversazioni, il fornire risposte prima ancora che gli altri abbiano finito di parlare e il prendere decisioni senza considerare le conseguenze.

Numerose ricerche testimoniano come sia presente una compromissione variabile delle funzioni esecutive nell’ ADHD e che questo in parte spieghi le difficoltà di questi bambini in vari ambiti.

COSA SUCCEDE A CASA?

I bambini con ADHD rappresentano una grande sfida per i genitori perché a casa possono assumere comportamenti di questo tipo:

  • Spesso non ascoltano le istruzioni dei genitori e non gli obbediscono.
  • Hanno difficoltà a rimanere seduti a tavola durante i pasti
  • Spesso interrompono le conversazioni.
  • Sono disorganizzati.
  • Spesso dicono cose inopportune.
  • È difficile portarli a letto la sera.
  • Rifiutano di svolgere i compiti a casa o impiegano un tempo eccessivo per terminarli.
  • Possono manifestare facile frustrabilità quando le loro richieste non vengono esaudite.

Tutto ciò può portare i genitori a sperimentare rabbia e senso di colpa verso se stessi, e irritazione verso il bambino.

COSA SUCCEDE A SCUOLA?

Gli studenti con ADHD presentano le seguenti sfide per gli insegnanti:

  • Spesso cercano di attirare l’attenzione chiacchierando.
  • Si alzano spesso dal banco e vanno in giro per l‘aula.
  • Non riescono a seguire bene le istruzioni.
  • Spesso dimenticano di annotare i compiti per casa, di farli o di portare quanto svolto a scuola.
  • Hanno difficoltà a portare a termine un progetto se non con il sostegno degli adulti.
  • Bassa autostima.
  • Prese in giro da parte di altri compagni.
  • Comportamenti aggressivi nei confronti di compagni e insegnanti.
  • Basse prestazioni scolastiche.

SFERA SOCIALE

I bambini con deficit dell’attenzione sono spesso poco abili socialmente. La scarsa padronanza delle regole esplicite ed implicite della comunicazione impedisce la corretta interpretazione dei messaggi non verbali. Farsi degli amici e mantenere con loro delle relazioni soddisfacenti diventa spesso difficile. La scarsa tolleranza alle frustrazioni è il motivo che spiega il frequente comportamento capriccioso e la facilità con cui il bambino mette il broncio.

Sono spesso presenti inflessibilità ed incapacità di adattarsi ai cambiamenti, tanto rilevati da impedire la presa di decisioni e la loro realizzazione.

In questi bambini i problemi di autostima sono influenzati sia da fattori primari sia secondari. Inizialmente non sviluppano un appropriato concetto di sé ed hanno difficoltà di relazione con i familiari e con i coetanei. La successiva mancanza di successi scolastici, sportivi e sociali peggiora le difficoltà iniziali del bambino aumentando il rischio di essere facilmente influenzato dagli altri durante l’adolescenza. Il farsi guidare e trascinare dal gruppo dei coetanei aumenta la probabilità di trovarsi in situazioni problematiche. Sentimenti di inadeguatezza, ansia e depressione sono, pertanto, conseguenze possibili. Una percentuale pari al 30% evolve in un disturbo della condotta o in un disturbo oppositivo-provocatorio.

COME FACCIO A SAPERE SE IL BAMBINO HA UN ADHD?

Stabilire se un bambino è affetto dall’ADHD, è un processo particolarmente complesso. Molti problemi biologici o psicologici possono contribuire allo sviluppo di sintomi simili a quelli mostrati da un bambino affetto da ADHD. Per esempio, l’ansia, la depressione, e certi tipi di disturbi dell’apprendimento possono essere la causa di una sintomatologia simile.

Solo uno specialista come lo psicologo o il neuropsichiatra infantile può effettuare diagnosi di ADHD attraverso test standardizzati e questionari per i genitori e gli insegnanti.

LA TERAPIA

La terapia d’elezione per l’ADHD è di tipo multimodale e prevede una combinazione d’interventi di tipo farmacologico, psicoeducativo e psicoterapeutico.

Per ottenere progressi comportamentali durevoli bisogna affiancare al trattamento farmacologico una combinazione di strategie cognitive e comportamentali che aiutino bambini, genitori e insegnanti nella comprensione e gestione dei comportamenti problema.

PARENT TRAINING

L’obiettivo del Parent training è di far apprendere ai genitori strategie ad hoc per aiutare il bambino ad acquisire capacità di autogestione. Si invitano a riflettere sui propri pensieri e comportamenti nei confronti del bambino, si aiutano ad organizzare le attività del bambino in maniera strutturata e ad essere maggiormente coerenti nell’applicazione dei metodi educativi.

Serve ai genitori per prendere consapevolezza di com’è strutturato il proprio ambiente familiare, in vista di una riorganizzazione finalizzata ad aumentare la riflessività del bambino e a diminuire la presenza di comportamenti problematici.

TEACHER TRAINING

È fondamentale richiedere la collaborazione degli insegnanti perché la scuola è il luogo in cui i bambini trascorrono la maggior parte del loro tempo.

Lo scopo degli incontri sarà quello di fornire gli strumenti utili per strutturare l’ambiente scolastico, per migliorare il comportamento del bambino iperattivo e consigli per migliorare la relazione con i pari.

TERAPIA COGNITIVO – COMPORTAMENTALE

L’obiettivo della terapia con il bambino è di aiutarlo a monitorare le proprie emozioni e i propri comportamenti e trovare nuove modalità di gestione. L’intervento con il bambino mira inoltre ad aumentare le sue abilità sociali. Imparare ad andare d’accordo con gli altri, rispettare le regole e interagire in modo efficace con i pari può essere difficile per molti bambini con ADHD. Il terapeuta insegnerà ai bambini ad aspettare il proprio turno, a prestare e condividere i giochi, a chiedere aiuto, a leggere le espressioni facciali e il tono di voce degli altri per desumere il loro stato emotivo e a rispondere in modo appropriato.

La storia di LucaAutismo