Disturbi specifici dell'apprendimento

giugno 10, 2015

Vengono definiti come l’insieme dei disordini caratterizzati da una specifica difficoltà nell’acquisizione di una o più abilità scolastiche (lettura scrittura e calcolo) in bambini con normale sviluppo intellettivo, tipica esperienza scolastica e in assenza di alterazioni neurosensoriali. Possiamo evidenziare quattro disturbi specifici dell’apprendimento (DSA):

  • Dislessia Evolutiva (DE)
  • Disortografia
  • Discalculia Evolutiva
  • Disgrafia

Dopo aver fatto diagnosi di uno o più (spesso coesistono tra loro) di questi disturbi, il bambino viene inserito in un progetto riabilitativo che ha lo scopo di potenziare le aree deficitarie emerse dalla valutazione. Oltre al potenziamento delle stesse, spesso, risulta necessaria anche l’introduzione di strumenti di compenso (es. calcolatrice, computer, tavola pitagorica) che possano permettere al bambino con disturbo dell’apprendimento di poter riuscire positivamente all’interno del contesto scolastico e non.

Fondamentale per la buona riuscita dell’intervento terapeutico è il coinvolgimento, da parte dell’equipe multidisciplinare, della scuola e delle insegnanti, per concordare delle modalità comuni di approccio alle difficoltà del bambino.

Una legge, la 170/2010, non solo riconosce l’esistenza di questa tipologia di disturbi ma fornisce delle direttive utili alla scuola e alla famiglia in tema di DSA.

DISLESSIA EVOLUTIVA

È il disturbo caratterizzato da una specifica difficoltà nell’apprendimento della lettura, la cui diagnosi non può essere effettuata prima della fine del secondo anno della scuola elementare. Il disturbo emerge nel corso dell’acquisizione della competenza di lettura e tende a permanere per tutta la vita dell’individuo. Il bambino manifesta un lento ed impreciso riconoscimento delle parole scritte; la lettura è caratterizzata da errori di vario genere, imprecisioni, latenze, esitazioni, pause frequenti, non rispetto della punteggiatura, affaticamento. La difficoltà nel riuscire a tradurre in suoni le lettere (grafemi) di un testo fa si che, durante la lettura, il bambino sia talmente concentrato in questo meccanismo di decodifica al punto da non riuscire a comprendere ciò che legge. Inoltre, difficoltoso per il bambino dislessico è l’accesso, durante la lettura, al significato delle parole.

Tutto questo insieme di sintomi, percepiti dal bambino, è causa di comportamenti di scoraggiamento di fronte ai testi scritti, di rifiuto di leggere ad alta voce davanti ai compagni, di difficoltà nello studio delle varie materie per incapacità di comprensione dei brani assegnati.

Pertanto è fondamentale poter intervenire, con un percorso riabilitativo, il più presto possibile per poter fornire al bambino delle strategie e degli strumenti che gli permettano di poter affrontare serenamente il percorso scolastico.

DISORTOGRAFIA

È il disturbo caratterizzato da una specifica difficoltà nel riuscire a tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli grafici. La diagnosi può essere effettuata solo alla fine della seconda elementare.

Osservando l’elaborato di un bambino disortografico sono diversi gli errori di ortografia che si possono evidenziare:

  • Errori fonologici, dovuti ad un’inesatta analisi dei suoni che compongono la parola, per cui non viene rispettato il rapporto fonema: grafema (es. “ciegie” al posto di “ciliegie”);
  • Errori non fonologici od ortografici, per una mancata acquisizione delle regole ortografiche (“quore” invece di “cuore”);
  • Errori semantico – lessicali, in cui non viene utilizzato l’accesso al significato della parola quando viene scritta (es. “lago” invece di “l’ago”).

Il trattamento logopedico, in questo caso, è finalizzato a stabilizzare i corretti meccanismi di transcodifica alla base della scrittura, e a permettere l’acquisizione e il mantenimento delle regole ortografiche.

DISCALCULIA EVOLUTIVA

Il termine definisce una serie di difficoltà nei compiti numerici e aritmetici di base. La diagnosi di discalculia evolutiva può essere fatta alla fine della terza elementare.

Il bambino discalculico può incontrare difficoltà nel leggere o scrivere correttamente i numeri, nell’eseguire calcoli a mente con sufficiente rapidità e correttezza, a volte commette degli errori quando conta, quando enumera, non sa affermare se un risultato è o meno attendibile, non riesce ad apprendere le tabelline, dimentica il procedimento delle varie operazioni o non ricorda bene quale segno utilizzare (+, -, /, *). È molto abile nei compiti che non richiedono velocità, o in quelli in cui è chiamato a riconoscere tra due il numero più grande, o quello più piccolo.

Dopo un’accurata valutazione delle difficoltà del bambino, il trattamento riabilitativo sarà volto a stabilizzare i meccanismi di conteggio (progressivo e regressivo) e l’acquisizione delle varie procedure; laddove necessario, verranno introdotti dei meccanismo di compenso (es. calcolatrice, tavola pitagorica) per facilitare il bambino nello svolgimento dei compiti matematici.

DISGRAFIA

È un disturbo che si manifesta come difficoltà nell’organizzazione della parte esecutiva dei processi di scrittura e coinvolge, quindi, il grafismo e non le regole ortografiche e sintattiche. Risulta difficile per il genitore, l’insegnante, e a volte per il bambino stesso, interpretare ciò che è stato scritto.

Esistono alcuni segni che possono aiutare a riconoscere la presenza di questo disturbo:

  • Eccessiva (o in casi più rari) minima pressione della penna, matita sul foglio;
  • Scorretta prensione della penna, matita;
  • Inesatta legatura tra i vari segni grafici (le lettere all’interno di una stessa parola possono essere slegate tra loro);
  • Eccessiva (o minima) distanza tra le parole;
  • Tendenza alla macro o micrografia;
  • Tendenza a non rispettare le righe o i quadretti presenti nel quaderno;
  • Inesatta organizzazione dei grafemi (le lettere) all’interno del foglio.

Il bambino disgrafico tende, inoltre, ad affaticarsi facilmente mentre scrive e tende ad essere molto lento rispetto ai compagni. Laddove il disturbo comporti delle ricadute funzionali nel percorso scolastico del bambino, questo viene inserito in un progetto riabilitativo apposito.

Disturbi d’ansia in età evolutivaDisturbo della condotta (DC)