Disturbo della condotta (DC)

giugno 10, 2015

È un disturbo comportamentale caratterizzato da bambini e adolescenti che manifestano comportamenti aggressivi e antisociali che violano i diritti altrui e le norme sociali tanto da compromettere significativamente il rendimento scolastico o lavorativo e la vita relazionale.

Come si manifesta?

COMPORTAMENTI

  • Tendenza ad essere aggressivi e prepotenti
  • Volontà di intimorire gli altri dando inizio a discussioni e colluttazioni fisiche
  • Una certa crudeltà e un piacere nell’infliggere sofferenza fisica (anche nei confronti di animali)
  • Il ricorso ad armi o oggetti in grado di arrecare danni fisici ad altri, come coltelli, bastoni, pistole
  • La messa in atto di aggressioni a scopo di furto, scippi, estorsioni di denaro, rapine a mano armata

ASPETTI PSICOLOGICI

Si tratta di bambini che hanno scarsa empatia e scarsa attenzione per i sentimenti, il benessere e i desideri degli altri, si mostrano pronti a manipolare chi gli sta vicino, al fine di ottenerne dei vantaggi, e raramente mostrano sensi di colpa o rimorsi per i loro comportamenti.

Questi bambini, eccessivamente sensibili a stimoli ostili e tendono a interpretare in modo distorto le intenzioni degli altri trovando nel comportamento aggressivo, nelle soluzioni orientate all’azione diretta, la propria modalità di fronteggiare le circostanze.

Anche l’attenzione sembra essere danneggiata con difficoltà a recuperare in memoria soluzioni più adeguate e funzionali.

Durante la pre-adolescenza non è difficile riscontrare bassa autostima

Il Disturbo della Condotta solitamente può essere associato a altre problematiche come Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, Disturbi dell’Apprendimento, ansia e depressione, basso livello cognitivo.

FATTORI DI RISCHIO

La probabilità di sviluppare un Disturbo della Condotta aumenta a seconda della presenza dei fattori di rischio.

I fattori di rischio possono essere di tre tipi:

  1. Biologici (è stato ipotizzato un funzionamento anomalo di alcuni meccanismi cerebrali deputati all’elaborazione delle informazioni e all’autoregolazione);
  2. Legati al contesto familiare (accudimento genitoriale, relazioni genitori-bambino, difficoltà familiari)
  3. Ambientali (svantaggio socio-economico)

TRATTAMENTO

Per affrontare le problematiche comportamentali del DC, è necessario ricorrere ad interventi clinici integrati, che coinvolgano congiuntamente il bambino e la coppia genitoriale.

PARENT TRAINING

Gli interventi di sostegno di sostegno alla genitorialità, si pongono i seguenti obiettivi:

  • fornire informazioni sulla dinamica del disturbo;
  • fornire strategie efficaci di gestione del problema;
  • disinnescare circoli viziosi familiari;
  • migliorare la comunicazione e aumentare il livello di consapevolezza emotiva;
  • aiutare i genitori a controllare le proprie emozioni in modo da evitare reazioni inappropriate, come punizioni dure e frequenti, che potrebbero solo incrementare la gravità della situazione;
  • aiutare i genitori a porre attenzione all’interno della relazione piuttosto che all’esterno al fine di riconoscere e gestire le situazioni in cui si innescano i meccanismi che mantengono e alimentano il disturbo.

INTERVENTO CON IL RAGAZZO

Stabilita una buona relazione terapeutica si procede al trattamento che prevede varie fasi:

  • nella prima fase si aiuta il bambino ad identificare le situazioni scatenanti la rabbia (eventi attivanti sia interni che esterni) e il legame esistente tra emozioni, cognizione  e comportamento;
  • in una seconda fase, attraverso tecniche di auto-osservazione e auto monitoraggio dei processi cognitivi automatici e fisiologici (auto-dialogo, tecniche di rilassamento, training per l’assertività, ecc.) al bambino vengono fornite specifiche strategie, sia cognitive che comportamentali da usare durante il processo di fronteggiamento delle situazioni che gli provocano rabbia;
  • in una terza fase vengono insegnate al bambino strategie di controllo dell’aggressività, abilità di problem solving e comportamenti interpersonali più efficaci (tecniche di comunicazione  efficace, role-play, dialogo interno, e negoziazione del conflitto, ecc.);

nella quarta fase, quando il giovane è diventato abbastanza  abile nell’uso in terapia delle abilità apprese nel gestire la rabbia, viene esposto in modo progressivo e sistematico a situazioni problematiche dove  si è sicuri che il bambino potrà sperimentare gradualmente un senso di efficacia  personale.

Disturbi specifici dell’apprendimentoDisturbo del movimento