La storia di Viola

ottobre 03, 2014

Disturbo d’ansia / Psicoterapia

Viola ha 7 anni e ha iniziato da poco la II elementare. Il suo nucleo familiare è composto da lei, dalla mamma e dal padre. La bambina è nata dopo anni di tentativi non andati a buon fine per cui la sua nascita è stata accolta con molta gioia ma anche con molta ansia proprio perché tanto desiderata.

Viola è una bambina allegra, solare ma anche molto vivace. Ciò che preoccupa i genitori è il modo in cui gestisce la rabbia. Ha esplosioni intense e atteggiamenti oppositivi nei confronti delle figure parentali. Al minimo cambiamento di programma Viola non regge la frustrazione e comincia a battere i piedi, ad urlare e a chiudersi in se stessa. Questo succede sia in famiglia sia quando si trova insieme agli altri bambini, in particolare in gruppo. Quando è in compagnia di una sola amica per volta riesce a controllarsi di più anche se tende ad imporre sempre il suo punto di vista.

Viola è anche preoccupata di fare bene, vuole essere perfetta. Ha sempre la gomma in mano, pronta a cancellare la minima imperfezione. Lo fa quando svolge i compiti, in cui è molto brava ma mai abbastanza. Lo fa anche quando disegna…cancella, cancella ma non è mai soddisfatta e a volte si innervosisce a tal punto che decide di abbandonare il lavoro o chiede alla mamma di fare al posto suo.

Spesso è con la testa tra le nuvole, la mamma e le insegnanti riferiscono che Viola a volte sembra non prestare attenzione…soprattutto quando affronta compiti nuovi e più impegnativi.

Come tutti i bambini, Viola nel fine settimana sta con i genitori, va al cinema, al parco, al centro commerciale…però negli ultimi tempi non vuole più andarci. Dice che ha paura…ha paura del buio del cinema…ha paura di rimanere chiusa nel centro commerciale. I genitori provano a rassicurarla ma questo non basta anzi innervosisce la bambina e ciò crea funesti scoppi d’ira.

Anche il sonno non è proprio regolare, da quando è tornata dalle vacanze estive si sveglia spesso la notte e la fase dell’addormentamento non è mai stata facile, sin da quando era molto piccola.

I genitori non sanno più come fare con Viola! “Le abbiamo provate tutte… prima con le buone…non ti preoccupare…non è niente… poi con le cattive…urla…anche qualche schiaffo…ma non funziona niente!”

Incontro Viola dopo la visita Neuropsichiatrica effettuata dalla collega del centro. Quando arrivano le prime accoglienze è il medico di riferimento che effettua il primo colloquio e valuta quali tipi di approfondimenti sono necessari. In Viola bisogna valutare se i comportamenti riportati possono essere ricondotti a un ADHD, a un Disturbo Oppositivo – Provocatorio o a un Disturbo dell’umore. Spesso nei bambini possono essere presenti anche più di diagnosi perché sono soggetti in via di sviluppo per cui non avendo ancora una personalità ben formata possono modificarsi nel tempo. Quindi, per verificare la presenza di ADHD consegno dei questionari ai genitori e agli insegnanti e somministro delle prove specifiche alla bambina. Anche per il disturbo oppositivo – provocatorio consegno dei questionari e faccio dei colloqui con i genitori. Dai dati raccolti non emerge nulla di clinicamente significativo. Dunque, inizio a valutare il disturbo dell’umore, in particolare mi concentro sull’ansia. Il perfezionismo eccessivo e la scarsa tolleranza dell’incertezza sono dei campanelli d’allarme. Anche le difficoltà del sonno e la scarsa concentrazione. Incontro i genitori e separatamente la bambina e somministro un’intervista semi-strutturata basata sui criteri del DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). Inoltre incontro la bambina da sola per parlare con lei, conoscere i suoi vissuti rispetto a quanto riportano i suoi genitori e le faccio fare qualche test proiettivo. Il disegno della famiglia, della figura umana, dell’albero, dell’omino sotto la pioggia e della casa. Il bambino così si sente accolto e si entra in un piano di comunicazione affine al loro. Si arriva alla diagnosi disturbo della sfera ansiosa. Si suggerisce quindi di svolgere un lavoro di psicoterapia individuale con frequenza settimanale e un percorso di parent training per i genitori ogni 15 giorni.

Da qui descrivo il mio primo incontro con la bambina e il trattamento svolto.

Durante il primo incontro Viola mostra diffidenza nei confronti dell’ambiente e della figura dell’adulto che viene percepita come incoerente e poco affidabile. Dopo una dettagliata analisi dell’ambiente, Viola decide di affidarsi e prende lei l’iniziativa chiedendo “Hai i colori?” e mostrandosi accondiscendente alle richieste dell’esaminatore. Nel disegno appare meticolosa e perfezionista tanto da fare numerosi tentativi e correzioni per cercare di raggiungere i suoi standard elevati. Se non riesce a raggiungerli preferisce farsi aiutare dall’adulto o abbandonare il lavoro. Nel secondo incontro, probabilmente per una maggiore familiarità o per testare la coerenza dell’esaminatore, mette in atto una serie di comportamenti oppositivi e provocatori. Si rifiuta di fare i disegni proposti per poi accondiscendere malvolentieri con il risultato di essere frettolosa e povera di dettagli. Appare poco sensibile alla promessa di una ricompensa quindi poco motivata. Dall’osservazione del gioco emergono elementi di forte aggressività agita nei confronti della bambola che sceglie di accudire, verso la quale manifesta un atteggiamento ambivalente, a volte appare amorevole, a volte dura e insofferente. Nel gioco emergono anche le sue paure come quella dei ladri e della befana.

Trattamento

Il trattamento è stato incentrato sul riconoscimento delle emozioni e sull’aumento della consapevolezza degli stati emotivi interni. Inoltre si è lavorato sull’interpretazione di alcune situazioni che creavano in Viola forte ansia e un rifiuto di affrontarle tanto da evitare la frequentazione di alcuni ambienti.

Dopo le prime sedute conoscitive, fondamentali per stabilire l’alleanza terapeutica che si è mantenuta buona e stabile per tutto l’iter, ho creato un rituale iniziale basato sulle emozioni. All’inizio della terapia abbiamo introdotto la ruota delle emozioni dove la bambina poteva monitorare il suo stato emotivo della giornata rispondendo alle seguenti domande: “Come ti senti oggi? Con quale intensità? Perché?” in questo modo aveva la possibilità di raccontare un episodio o un pensiero che aveva influenzato il suo stato emotivo.

Il lavoro sulle emozioni è partito dalla presentazione delle principali emozioni ed il collegamento con esperienze della vita quotidiana della bambina. Sono state lette delle storie, fatti dei giochi ed è stato utilizzato molto il canale grafico venendo incontro alla passione di Viola per il disegno e le rappresentazioni artistiche in genere. L’obiettivo era quello di far raggiungere non solo una maggiore consapevolezza emotiva ma anche far comprendere come tutte le emozioni sono normali e naturali nella maniera in cui non diventano troppo eccessive.

Inoltre abbiamo lavorato molto sulle sensazioni fisiche legate alle emozioni attraverso delle schede in cui la bambina, per ogni emozione doveva identificare tre aree:

  • Come si sente il mio corpo
  • Cosa fa la mia testa
  • Le cose/situazioni che mi fanno provare quella emozione

Legate a questo concetto, abbiamo fatto anche delle sessioni di rilassamento nei momenti i cui ho percepito una maggiore attivazione fisica nella bambina.

È stato portato avanti anche un lavoro sull’intensità delle singole emozioni richiamando le famiglie emotive su un cartellone corredato di immagini. La bambina spontaneamente ha iniziato a rappresentare le varie intensità attraverso la recitazione e questa attività l’ha convolta notevolmente. Sicuramente rappresentare su di se le intensità le ha permesso di comprendere le differenze in maniera più diretta rispetto ad una spiegazione razionale.

Trasversalmente al percorso sulle emozioni si è cercato di aiutare Viola a mitigare il suo perfezionismo, almeno negli ambiti extra scolastici, incoraggiandola a rimediare agli errori fatti piuttosto che rinunciare.

Verso la fine del trattamento, ho deciso di dilazionare le sedute ogni 15 – 20 giorni al fine di preparare la bambina alla fine della terapia. In questa fase abbiamo rivisto il materiale del percorso svolto insieme e abbiamo analizzato i suoi vissuti rispetto al fine terapia. La bambina ha espresso sentimenti di dispiacere ma ha parso accettare il distacco senza particolari difficoltà.

In conclusione, Viola ha fatto numerosi progressi dal punti di vista emotivo ed ha acquisito una maggiore maturità nel modo di raccontare gli aspetti della sua vita e del suo mondo interiore. Ha sviluppato una maggiore consapevolezza di sé e dei propri stati emotivi sviluppando un’ottima capacità di auto analisi e automonitoraggio dei propri stati interni.

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