la PlusDotazione

  • Cos’è e come si Misura?

    La PlusDotazione intellettiva altro non è che una capacità cognitiva eccezionalmente superiore alla media.

    I bambini molto intelligenti possono sembrare agli occhi degli altri capricciosi, irascibili, distratti o iperattivi, quando i loro comportamenti non vengono letti in un’ottica più ampia. Non è perciò semplice e immediato riconoscere un caso di plusdotazione e distinguere quest’ultimo da altri tipi di situazioni. Bisogna inoltre tenere presente che esistono specifiche differenze all’interno della stessa etichetta e che è quindi necessario saper differenziare i meccanismi universali, le intensità delle sintomatologie e le caratteristiche individuali. Dunque, per genitori, insegnanti e altri adulti di riferimento che si rapportano con un bambino plusdotato, o ipotizzato tale, sarebbe utile:

    – Fare attenzione all’ambiente e alle circostanze in cui egli mette in atto i comportamenti apparentemente problematici;

    – Concedere al bambino lo spazio per esprimersi, anche se in modo inizialmente disfunzionale;

    – Mantenere un atteggiamento di ascolto che lo aiuti a tradurre comportamenti non verbali in un linguaggio condivisibile;

    – Comunicare i sentimenti sperimentati di fronte ad un comportamento inappropriato (“quando fai così io mi sento…”), anziché impartire ammonizioni colpevolizzanti (“devi smetterla di fare così”).

    Queste strategie consentono di rileggere determinati atteggiamenti come sintomo di una difficoltà relazionale o di un disagio emotivo, proprio perché cogliere quali difficoltà il bambino sta sperimentando è il punto di partenza per promuovere specifiche strategie di sviluppo.

    Lo studio LiberaCorpoMente effettua valutazioni del potenziale intellettivo per i bambini dai 2 anni e mezzo fino ai 16 anni di età.

    Valutare il potenziale cognitivo significa non solo conoscere il quoziente intellettivo totale del proprio figlio/a, ma soprattutto conoscere i suoi punti forza, i suoi talenti, e le aree di miglioramento.

    La misurazione del potenziale cognitivo, serve anche  a confermare una condizione di alto potenziale cognitivo (APC) o di plusdotazione intellettiva o ad escludere eventuali difficoltà o disturbi specifici dell’apprendimento.