Ritardo psicomotorio

giugno 10, 2015
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Il ritardo psicomotorio definisce la mancata acquisizione durante la prima infanzia delle competenze comunicative in relazione all’età cronologica. A differenza del ritardo motorio semplice, che si riferisce alle sole competenze motorie globali, nel ritardo psicomotorio si assiste ad un ritardo armonico di tutte le funzione adattive. Il ritardo psicomotorio rappresenta una diagnosi d’attesa che evidenzia quasi sempre, non solo un ritardo nell’acquisizione delle diverse competenze, ma la presenza di disturbi sfumati o non facilmente evidenziabili che, tuttavia, possono essere predittivi di linee di evoluzione patologiche. L’attenzione è particolarmente rivolta al raggiungimento di tappe evolutive che vengono acquisite in ritardo. Pertanto il ritardo psicomotorio, coinvolge:

  • le competenze motorio prassiche e percettive;
  • le competenze comunicativo-relazionali;
  • le competenze simboliche (gioco, grafismo);
  • le competenze linguistiche;
  • le competenze logico-cognitive;

Il ritardo psicomotorio non si configura, pertanto, come un quadro clinico ma costituisce una sindrome aspecifica a patogenesi eterogenea e non sempre chiaramente definibile nei primi 2-3 anni di vita.

Alcune caratteristiche rilevanti che potrebbero indurre a una definizione di ritardo psicomotorio riguardano alcune competenze che il bambino acquisisce già dai primi mesi di vita:

  • ritardo nella comparsa delle prime interazioni sociali e della mimica interattiva quali il sorriso o la presenza di reazioni di angoscia al distacco
  • scarsa iniziativa nell’esplorazione attiva e nella sperimentazione
  • lieve alterazione del tono muscolare (prevalentemente ipotonia armonica globale)

dal secondo anno di vita può riscontrarsi:

  • difficoltà nell’acquisizione delle competenze fini motorie
  • scarso impiego dei prerequisiti del linguaggio (gesto indicativo, gesti rappresentativi, ecc.)
  • modalità di gioco povero e in ritardo rispetto all’età cronologica
    • sul piano dei primi giochi imitativi
    • sul piano del gioco sensoriale: giochi che coinvolgono la sperimentazione attraverso i 5 sensi e più in generale il movimento
    • sul piano del gioco funzionale: impiego dell’oggetto riconoscendone la funzionalità intrinseca
    • sul piano dei giochi causa effetto
    • sul piano del gioco simbolico (trasformazione dell’oggetto, fare finta di…)
Disturbo oppositivo-provocatorio (DOP)